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L’Istituto

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L’origine e la storia delle “Maestre Pie Venerini” è parte integrante della storia di Ancona ed è ancora assai viva nella vita di molti Anconetani.

L’Istituzione sorge nel centro storico della città (Oggi: Via Matteotti, 21) sulle antiche mura di cinta, secolare è la sua radice originaria ed articolata e complessa la sua storia. Tornando indietro nel tempo troviamo nell’archivio della Diocesi una Bolla Pontificia (Ill.mus Dominus), indirizzata al Cardinal Bartolomeo Massei di Ancona, datata
il 23 dicembre 1737, con la quale veniva concesso a S. E. l’autorizzazione per chiamare tre Maestre Pie Venerini, per affidare loro l’istruzione e l’educazione delle orfane e pupille povere del Conservatorio San Lorenzo, alle dipendenze del Seminario diocesano. Il Cardinale aveva avuto modo di conoscere precedentemente il valore e
la singolarità con cui operavano tra le giovani le suddette “Maestre”, quindi fu molto fiero di aver ottenuto una simile autorizzazione. Le Maestre abitavano in una casa attigua al Conservatorio nel rione Guasco ed avevano solo la missione di educare, istruire e formare le giovani.

Nel 1797 il Comune di Ancona diede un nuovo assetto alle istituzioni scolastiche e a tale scopo nel 1819 le scuole cittadine furono riunite nell’edificio dell’ex Conservatorio delle convertite in S. Martino, giorni_spiritualita_pelingo_small-1suddivise in quattro settori: Elementare, tecnico, classico e metafisico. Nel 1820 il Consiglio Comunale decise di istituire nel popoloso rione di Capodimonte, una scuola femminile, affidandola alle Maestre Pie Venerini, che già da anni, con generale soddisfazione della cittadinanza, svolgevano la loro opera educativa nel Pupillato o Conservatorio di S. Lorenzo, ubicato nell’attuale Via Fanti.

Ad interrompere bruscamente l’opera benefica delle Maestre Pie Venerini nelle scuole di S. Martino giunsero gli avvenimenti del 1860 con l’annessione di Ancona al nuovo Regno d’Italia. Con l’applicazione delle Leggi laiche del Governo Piemontese che abolivano l’insegnamento della religione nelle pubbliche scuole, le Maestre Pie dovettero abbandonare San Martino: molte fanciulle continuarono a frequentare le loro lezioni nella piccola casa di S. Cecilia, situata sempre nel quartiere Capodimonte.

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Nel 1887 le Maestre Pie Venerini con l’aiuto delle Autorità ecclesiastiche acquistarono gli ultimi due piani di una casa situata in Via Farina (l’attuale Via Matteotti). I locali più ampi consentirono alle Maestre un crescente sviluppo delle attività educative. Nel 1882 già funzionava l’intero corso elementare, la Scuola Materna e una scuola di lavoro.

Nel 1929 furono costruite nuove aule scolastiche per poter sopperire alle numerose richieste per un cammino educativo più ampio e completo.

Le dolorose vicende della seconda Guerra Mondiale distrussero la parte nuova dell’edificio e danneggiarono gravemente l’altra. Le Maestre cercarono rifugio nei paesi vicini. Nel settembre del 1944 rientrarono nella casa di Via Farina e dopo i primi restauri, poterono riaprire la Scuola Elementare e la Scuola Materna.

Nel 1946 fu aperta la prima classe della Scuola Media e successivamente la seconda e la terza: il loro riconoscimento legale si ebbe il 14 Giugno 1950. Nello stesso anno cominciò a funzionare anche la prima classe dell’Istituto Magistrale.

Nell’ottobre del 1954 si ebbe la parifica delle classi Elementari e nello stesso anno si ottenne il riconoscimento legale dell’intero corso dell’Istituto Magistrale, che aveva avuto inizio e si era man mano sviluppato per l’opera paziente, tenace ed illuminata di Sr Alba Pescatori, allora Preside ed insegnante esperta.

La scossa tellurica del 14 Giugno 1972 colpì di nuovo in modo grave buona parte dell’edificio. La solerte azione di riparazione permise la regolare riapertura delle scuole per l’anno scolastico 1972/73, con soddisfazione di tutti. L’Istituto Magistrale, avendo nel contesto sociale perduto il suo iniziale mordente e la sua forza, chiuse la sua attività ad esaurimento delle classi nell’anno scolastico 1986/87.

Educare per Liberare

Il Progetto Educativo ha un'unica grande finalità, quella di avere il grande obiettivo di un'attenzione massima alla persona con un'azione formativa ad ampie vedute